10 differenze tra il Rwanda e l’Europa

 

  Sono arrivata a Kigali, capitale del Rwanda da due settimane, che sono passate velocissime, come succede quando si sta bene. Sono venuta per fare un mese di tirocinio al pronto soccorso del più grande ospedale della capitale, ma anche per conoscere meglio il paese e la cultura del mio Valentin ❤️.

 

Per riassumervi la mia esperienza di questi giorni, vi propongo una serie di 10 cose che mi hanno colpito perché diverse dai paesi in cui ho abitato.

 

1. Le persone ti guardano. Se sei un umuzungu (bianco) ti fissano e addirittura si girano per continuare a guardarti quando ti superano. Non c’è quella sensazione di imbarazzo che proviamo in Europa quando vieni sorpreso a guardare qualcuno, anzi, mi è capitato di andare al mercato ed essere il centro dell’attenzione di tutti, con parecchie persone che non esitavano a esprimere commenti e pareri su di me (per fortuna solo complimenti 😉)

2. Gli umuboyi, che sono l’equivalente dei domestici. In generale ogni famiglia (tranne le più povere), ha un ragazzo o una ragazza che si occupa delle faccende di casa, dalla spesa alla cucina, dal bucato (fatto a mano) alla pulizia della casa. Abitano con la famiglia e ricevono una piccola paga mensile. La cosa che mi ha sorpreso è che nella maggior parte dei casi gli umuboyi che ho incontrato sono uomini, prova che le faccende domestiche non sono esclusività delle donne. Da noi c’è Jean Claude, un ragazzo davvero adorabile, gentilissimo, che lavora per il cognato di Valentin da 9 anni ormai!

3. Le strade sono sempre piene di persone, ad ogni ora del giorno e della notte! Anche le boutiques (che qui sono i negozietti che vendono un po’ di tutto) restano aperti fino a tardi, alcuni 24\24!

4. I trasporti: taxi moto dappertutto! Da qualche anno il governo ha imposto delle regole ferree per cercare di diminuire il tasso di incidenti stradali, come il casco obbligatorio per conducente e passeggero, la revisione annuale obbligatoria… Nonostante ciò prendere un taxi moto resta un rischio ! Noi li utilizziamo perché comodi ed economici (pago 0.50€ per una corsa di 3 km circa), ma solo per brevi distanze e di giorno.

5. Nonostante le difficoltà quotidiane che la maggior parte delle persone deve affrontare, il livello di stress è estremamente basso. Anche in ospedale, al pronto soccorso, medici ed infermieri sono più rilassati rispetto al Belgio, e sono estremamente più gentili e privi di giudizio di fronte ad uno studente che non sa rispondere ad una domanda. L’altra faccia della medaglia è che anche la nozione del tempo è relativa; arrivare in ritardo o aspettare qualcuno anche per ore, fa parte della cultura, è normale e sto cominciando ad abituarmici!

6. La pulizia delle strade è incredibile. C’è un rispetto immenso per gli spazi pubblici, da parte di tutti. L’ultimo sabato del mese c’è la giornata senza macchine, e tutti dedicano il loro tempo allo sport o al miglioramento/pulizia dello spazio pubblico. Kigali viene anche chiamata città giardino perché ci sono piante ed alberi ben tenuti dappertutto. E per finire non bisogna dimenticare che il Ruanda è stato il primo paese a bandire I sacchetti di plastica nel 2008!

7. Il cibo, per forza ! Qui è il regno del carboidrato! Che sia in casa, o in un ristorantino tipico (dove ci si può servire al buffet per 1-3€), spesso ci si ritrova nel piatto riso, banane verdi, patate, patate dolci (non quelle arancioni che si trovano da noi, sono banche e assomigliano curiosamente alle castagne arrosto)… accompagnate da fagioli, verdure, salsa al pomodoro e, a volte, carne. Una cosa tipica di qui sono gli spiedini di capra, che sono buonissimi e assomigliano vagamente agli arrosticini.

8. La gentilezza e spontaneità delle persone. Anche se i ruandesi in confronto ad altri popoli africani restano comunque riservati, non è raro che degli sconosciuti per strada ti salutino o facciano un po’ di conversazione (nessuno va di fretta, ricordate ?). E se vedono una umuzungu come me che spiccica qualche parola in kyniarwanda gli occhi si illuminano e cercano di continuare a parlarmi 😁.

9. La concezione di bellezza. C’è meno pressione dei canoni estetici occidentali, meno giudizio e più diversità. Capita spesso che degli sconosciuti facciano dei complimenti alle mie forme tondeggianti (come le donne al mercato), una cosa impensabile in Europa.

10. Il femminismo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in Ruanda c’è un tipo di femminismo ancestrale, perché la donna ha sempre avuto un ruolo importante qui. Anche oggi, testando un po’ il terreno tra i più giovani, mi rendo conto che c’è molto meno maschilismo che da noi (per esempio nessun uomo a cui ho posto la domanda si sentirebbe in imbarazzo se sua moglie guadagnasse più di lui o avesse un posto di lavoro più prestigioso). Anche dal punto di vista della sessualità, mentre in altre popolazioni africane esiste la circoncisione femminile, una pratica orribile che annulla il piacere della donna, in Ruanda è il contrario… Non mi dilungo su questa tematica perché questo articolo è già abbastanza lungo, ma esistono dei documentari che spiegano le varie tradizioni.

 

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