Kibuye sul lago Kivu

Lo stemma di Anaclet Mwumvaneza, vescovo della diocesi di Nyundo, con il motto “Misericordes sicut Pater”

Stamattina dopo la messa e la colazione (patate con fagioli e cipolla cotta, una pietanze e usanza locale, ma si poteva anche scegliere diversamente) siamo partiti per Kibuye dove la diocesi gestisce una pensione per turisti sul bordo del lago Kivu. Fino a poco tempo fa, bisognava passare per Gisenyi e da Nuyndo ci si metteva tre ore e mezzo. Da poco più di un anno è stato inaugurato una nuova strada, costruita dai cinesi, che accorcia i tempi di due ore. Lungo il viaggio su questa nuova strada abbiamo incrociato forse due o tre macchine private e poi i pulmini del trasporto locale, ma anche per le biciclette la nuova strada è un enorme progresso.
Il primo tratto della strada era pieno di piantagioni di tè. A Nuyndo c’è una fabbrica di té gestito da una multinazionale di proprietà indiana. Posseggono anche molte terre. Alcuni contadini hanno il proprio appezzamento. La diocesi ha 6 ettari di coltivazione di tè. Una pianta di tè dà una raccolta in tutte le stagioni per circa 6 anni. Per raccogliere 1 kg di tè ci vuole tanto lavoro. Molti bambini marinano la scuola per andare a raccogliere il tè. Altro prodotto molto coltivato è lo zucchero da canna. Si vedono delle biciclette con le lunghe canne oppure fasci di canne portate in testa. La gente lo mangia così perché non c’è una fabbrica per la lavorazione.

Le piantagioni di tè sulle colline e nella pianura vicino a Nyundo

Arrivati a destinazione ci hanno offerto il pranzo. Abbiamo mangiato la zuppa di funghi, poi le verdure: una insalata mista di pomodori, cipolla cruda, carote grattugiate e un uovo sodo. Dopo c’erano diverse pietanze dal quale si poteva scegliere e/o che si potevano mangiare in ordine libero: mais cotto, banana in umido, riso, patate lesse a blocchetti, pollo,… a tavola abbiamo parlato anche delle usanze alimentari e di cucina. Non usano mai il frigorifero per detestano il cibo non fresco. Fino a pochi anni fa non bevevano mai l’acqua, ma il vino, la birra normale o la birra da sorgo fatto in casa. Da quando una legge ha vietato il consumo di birra durante il lavoro o le riunioni dei pubblici dipendenti, hanno imparato a bere acqua, ma gli risulta ancora strano. Ora capisco anche la loro costernazione ieri sera quando dicevo che non bevevo alcolici.

Visto che il vescovo dopo il pranzo e dopo la siesta ha una riunione di lavoro, mi sono avvicinato al lago Kivu. Quello che vediamo da qui è una piccolissima parte, anche se sembra “chiuso”, del grande lago. Siamo infatti a Home Saint Jean che è un piccolo promontorio nel nord-est del lago.

Alcune immagini di un piccolo braccio del lago Kivu in località Kibuye

Un ananas selvaggio

Flora nel giardino di Home Saint Jean   

Fauna nel giardino di Home Saint Jean

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